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E' online l'aggiornamento annuale del SIVA.

In concomitanza del webinar "Conoscere il territorio per gestire il rischio valanghe. Presentazione del Rendiconto nivometrico 2019-2020” è stato eseguito un nuovo aggiornamento del Sistema Informativo Valanghe (SIVA).

La mappatura delle aree interessate da valanghe rappresenta un elemento di valenza strategica, sia rispetto alle funzioni di pianificazione territoriale e di gestione delle zone montane, sia per le attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV), che si occupano di supportare i sindaci nell'attuazione di misure preventive di protezione civile in situazioni di rischio valanghe. Alla fine del 2018 la Giunta Regionale piemontese ha approvato e finanziato il "Progetto strategico di sviluppo e completamento della cartografia valanghe sul territorio regionale" (D.G.R. n. 57-8210 del 20/12/2018), con l'ambizioso obiettivo di completare in due anni la mappatura dei territori montani ancora sprovvisti.

Questa attività, iniziata alla fine degli anni ‘90 con la produzione di carte tematiche su supporto cartaceo della provincia di Torino e di un’area del Verbano, vide il suo naturale approdo nei sistemi informativi geografici nel 2000. Di seguito è proseguita con aggiornamenti periodici, generalmente annuali o biennali, fino ad arrivare ad integrare la cartografia valanghe prodotta dalla Provincia di Cuneo e fino ad allora pubblicata a parte sul SIT provinciale, raggiungendo l’obiettivo di uniformare la disponibilità dei dati sulla fenomenologia valanghiva regionale, facilitandone la consultazione con una visione territoriale completa anche ai fini di prevenzione del rischio valanghe. Altro vantaggio dell’unificazione delle due banche dati è stato quello di rendere possibile l’aggiornamento della cartografia storica con i dati di monitoraggio delle valanghe stagionali.

Il progetto finanziato nel 2018 dalla Regione Piemonte è stato sviluppato secondo i paradigmi della cartografia valanghe a media scala, sulla falsa riga di quanto fatto negli anni passati, utilizzando ampiamente lo studio stereoscopico delle foto aree ma anche sfruttando eventuali studi preesistenti sulla tematica in analisi. La prima fase di attività infatti, è stata svolta fruttando quanto prodotto dai Comuni per la redazione dei PRGC: le geometrie delle valanghe sono state riviste con le ortofoto e riclassificate secondo la metodologia adottata per le Carte valanghe già online. Questa parte è pubblicata nella sezione Carte valanghe da fonte PRGC e i siti valanghivi sono suddivisi in Valanghe, Zone Pericolose e Pericolo Localizzato. Sono resi con il colore blu, per distinguerle dalle altre aree montane ove la fotointepretazione completa il dato rilevato sul terreno ed è svolta su tutta l’area di indagine, invece in questa sezione lo studio mediante ortofoto è stato eseguito solo sulle porzioni di territorio riportate sui PRGC. Le rimanenti aree, totalmente prive di qualsivoglia studio strutturato sulla fenomenologia valanghiva, sono state suddivise in base alle potenziali interferenze tra le valanghe e i beni antropici “sensibili”, quali centri abitati e viabilità, per definire le priorità nell’ambito del progetto. Di queste aree sono state redatte le cartografie tematiche facendo seguire allo studio fotointerpretativo i sopralluoghi di terreno e il confronto con professionisti, tecnici comunali e cittadini che a vario titolo si occupano della gestione del rischio valanghivo locale o che semplicemente hanno memoria degli eventi valanghivi più o meno recenti del proprio territorio. Le indagini di terreno sono state finalizzate alla verifica della mappatura ottenuta con la fotointerpretazione e soprattutto alla ricerca dei dati storici degli eventi valanghivi del passato. Di quest’ultimi le tracce sono per lo più scomparse,non individuabili mediante il solo studio di foto aeree e talora, in assenza di testimonianze, nemmeno con l’osservazione diretta del territorio. Questo approccio è stato adottato sulle aree del Biellese, del Verbano e del Monregalese

I risultati dell'intero lavoro, a partire dalle prime cartografie della provincia di Torino degli anni '90, sono accessibili in consultazione attraverso un visualizzatore 2d (https://webgis.arpa.piemonte.it/Geoviewer2D/), oppure con un  servizio WMS (link service=WMS). I dati del servizio sono anche in scarico attraverso un servizio WFS (link service=WFS); con un download diretto è possibile scaricare in formato shapefile tutte le geometrie della regione ovvero raggruppate per provincia

 SIVA 2020 immagine 2